Omelia - Marta Tenani

e gli Angeli in Monferrato
Marta Tenani
Vai ai contenuti

Menu principale:

Omelia

Casale Monferrato, 11 Marzo 2009
Di fronte al mistero della morte è difficile dare spiegazioni logiche, soprattutto quando arriva in modo improvviso e tragico come per la piccola Marta.
In queste circostanze le nostre parole non sono sufficienti per colmare il dolore di Daniele, Cinzia e Chiara; il silenzio è molto più eloquente ed efficace.
Quel silenzio che ha regnato sul calvario nell’ora della morte di Gesù, un silenzio carico di dolore per Maria la madre di Gesù, per l’apostolo Giovanni e Maria Maddalena.


L’unica parola vera ed efficace è quella di Dio, lasciamoci da essa guidare e consolare.
Pensando a questa celebrazione, per dare l’estremo saluto cristiano alla piccola Marta, vi confesso che ho faticato a trovare brani della Sacra Scrittura che fossero adatti alla circostanza.
Così sono andato a vedere quelle letture che la Chiesa ci ha dato nella liturgia feriale di giovedì scorso, giorno nefasto per la famiglia Tenani, per gli insegnanti di Marta, la scolaresca e tutti noi.
Nella prima lettura, dal libro di Ester che abbiamo adesso ascoltato, rileggendola ho trovato sollievo e consolazione perché, mentre Marta lasciava repentinamente questa vita, Dio parlava alla Chiesa universale, sparsa sulla faccia della terra. Quindi parlava anche a noi battezzati e non, credenti e atei, praticanti e non.
Ester, regina molto giovane e bella, <<presa da grande angoscia mortale per il pericolo che incombeva su di lei e sul suo popolo, cercò rifugio presso il Signore. Ella si mise a supplicare Dio, dicendo: Mio Signore …tu sei l’unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso fuori di te>>.
Il grido di Ester è quello dei familiari di Marta e di tutti noi. E’ un grido di preghiera, di aiuto, di soccorso per avere fede in questi momenti tragici, quando sembra che Dio è assente, invece Lui ascolta la preghiera del povero, dell’umile, dell’abbandonato, del rifiutato, dell’innocente, come ha ascoltato la preghiera del suo Figlio Unigenito dalla croce: “Dio mio, perché mi hai abbandonato? nelle tue mani consegno il mio spirito” cioè la mia vita.
La vita di Marta è ritornata tra le braccia di Dio Padre,

consolata dallo Spirito Santo, amata dal Figlio Risorto, custodita dalla Vergine Maria. La sua vita è in Dio e ne rafforza la sua gloria perché è una vita senza macchia, innocente, limpida e trasparente, quella vita che ha ricevuto nel battesimo adesso la possiede in pienezza per l’eternità.
Quella vita, che è sfuggita a chi ha prestato i primi soccorsi a Marta, non è una vita persa ma consegnata e ritrovata nella fede, come i discepoli di Emmaus che, afflitti e smarriti per la morte di Gesù, ritornando alla loro casa incontrano il Risorto che li accompagna e li fortifica con la Parola e la forza dell’Eucaristia. Anche loro avevano perso il senso della vita e, possiamo dire, ogni speranza; ma Gesù Risorto lentamente fa loro comprendere ogni cosa, anche il senso della morte, necessaria per entrare nella vita che non finisce: la gloria.
I discepoli di Emmaus fanno una richiesta: “resta con noi perché si fa notte e il giorno volge al tramonto”.
Anche noi vorremmo dire a Marta “resta con noi perché senza di te si fa notte e il buio ci fa paura, la nostra casa, la nostra aula di scuola resta vuota”.
La fede nel Risorto è la certezza che Marta è viva nel Signore, sta celebrando la Pasqua Eterna, sta giocando con Gesù che ha detto:
“lasciate che i bambini vengano a me, perché di essi è il regno dei cieli”. I discepoli di Emmaus ritornarono a Gerusalemme dove erano successi i fatti tragici della passione e morte di Gesù, però ci ritornarono non più tristi e angosciati ma carichi di speranza e certezza perché Gesù era vivo e risorto.

La vita di Marta è stata come una luce fuggente che ha brillato sulla terra, una stella cadente in un cielo stellato; anche se per poco tempo, ha rallegrato i nostri cuori per indicarci il cammino della gioia, della pace e della fede; per farci capire che la vita è un dono prezioso che bisogna amare, custodire e difendere con tutte le nostre forze.
Senza la certezza della fede nella risurrezione della carne e la Vita Eterna, questa vita terrena diventa oscurità e tenebra, sofferenza e tribolazione.
Cari familiari di Marta, voglio esortarvi alla preghiera, anche se adesso è molto difficile, per questo io con i confratelli sacerdoti concelebranti e tutti gli amici qui presenti ci uniamo per sostenervi in questo momento si smarrimento e di grande dolore.
Finisco lasciandovi con l’ultima frase della regina Ester, che abbiamo ascoltato: <<Quanto a noi, salvaci con la tua mano e soccorrici, perché sono sola e non ho altro aiuto fuori di te, Signore che tutto conosci>>.

Don Pietro STRANO

 
Cookie Policy
Privacy Policy
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu